Invitiamo a manifestare la vostra solidarietà per i contadini del Tavoliere, il cuore della nostra economia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura.

Una dissennata politica dei prezzi alla produzione, sta uccidendo l’agricoltura pugliese con conseguenze negative non solo sul comparto, ma sull’intera comunità.
Il mondo agricolo meridionale vive un’acuta crisi che non trova al momento ascolto e considerazione degli interlocutori politici nazionali.
Una tradizione plurisecolare pare condannata all’oblio…
La cultura contadina dell’olio, del grano e del vino, si dibatte in una crisi strutturale non più sanabile.
Collasso epocale!!! Reso ancor più grave dai processi di mondializzazione dei flussi di merci e persone, con prezzi alla produzione dettati da un mercato “cieco e sordo”, incompatibile con la stessa sopravvivenza dei produttori.
Una consapevolezza nuova e più radicale, deve coinvolgere il mondo imprenditoriale agricolo, la politica e le comunità locali, in vista di una profonda revisione del comparto, per renderlo adeguato alle sfide del mercato da un lato, ma capace dall’altro di salvaguardare cultura e tradizioni, storia e paesaggio, valori e costumi.
Si è tutti con le spalle al muro e si devono avviare subito misure di urgenza con “fondi di solidarietà” per salvare il salvabile e progettare con decisione la ristrutturazione del mondo agricolo.
È ormai noto che l’agricoltura, rappresenta anche la nostra storia, la nostra anima ed una crescita umana e rispettosa dell’ambiente e delle nostre tradizioni.
Si tratta di condividere una idea di futuro…I CONTADINI non vanno lasciati soli, bisogna salvarli dall’eclissi e impedire un “SUICIDIO ANNUNCIATO”…
TUTTA LA COMUNITA’ E’ INVITATA AD INCONTRARE I CONTADINI E SOSTENERLI PARTECIPANDO ALLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA, CHE SI PROTRARRA’ FINCHE’ NON SARANNO AFFRONTATI E RISOLTI DALLE ISTITUZIONI NAZIONALI I PROBLEMI CHE INVESTONO DA ANNNI IL COMPARTO AGRICOLO.
PS un buon bicchiere di vino ed una fetta di pane ed olio non verrà negata ai partecipanti
Ecco alcuni momenti della manifestazione:





Ecco cosa denunciamo, ecco i prezzi alla vendita:
Grano 16€ al quintale
Pomodoro 5€ al quintale
Uva 13€ al quintale
Oliva 25-30€ al quintale
Provo a tradurre in prezzi per massaia
Pomodoro 5 centesimi al Kg
Oliva 25-30 centesimi al Kg
Uva 13 centesimi al Kg
A quanto vengono venduti tali beni e derivati sugli scaffali dei supermercati?
Per saperne di più è possibile collegarsi a http://crisiagricolacapitanata.blogspot.com/ il neonato blog dedicato degli agricoltori della Capitanata
Dovremmo promuovere contestualmente la nascita dei G.A.S. se vogliamo proporre una redistribuzione del reddito verso i produttori
aggiornameto delle 13:25 del 14.11.2009
durante un incontro tra rappresentanti degli agricoltori, 3 proprietari di frantoio e il sindaco è stato concordato che
1. le olive verrano pagate 35€/qt
2. il prezzo di molitura resterà invariato
3. solo per olive EVIDENTEMENTE sporche (eccessiva presenza di rami, terra etc. quindi non sfogliate) ci sarà un taglio del 5%
4. in caso di frantoio pieno si chiederà di fermare temporaneamente la raccolta ma il prezzo delle olive non scenderà
A molti sembrava un contentino ma evidentemente il potere contrattuale dei contadini non è sufficiente a cambiare le cose
g.a.s = gruppo di acquisto solidale.. mauronzolo siccome di sicuro sai più di me a riguardo, puoi spiegare in pratica di che si tratta?
Ragazzi per la MARCIA SU ROMA DEGLI AGRICOLTORI si sta mobilitando mezza italia!
dalla sicilia:
http://www.italiainformazioni.com/giornale/cronaca/70545/proteste-degli-agricoltori-trattori-marcia-caltanissetta-roma.htm
http://siciliatoday.net/quotidiano/news/Continua-la-mobilitazione-degli-agricoltori-pronti-per-la-marcia-su-Roma_16835.shtml
dall’irpinia:
http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=57322
calabria:
http://www.sassilive.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6153:su-la-testa-gli-agricoltori-del-sud-in-marcia-su-roma-con-i-trattori&catid=21:lavoro&Itemid=229
ed altro ancora
http://pdcimilena.wordpress.com/2009/11/13/agricoltori-in-marcia-verso-roma-trattori-di-tutta-italia-andate-a-roma-e-lora-della-protesta/
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=994141
Per chiunque volesse partecipare alla
**manifestazione degli agricoltori a Roma, lun 16 Nov 2009**
si puo’ recare alla tenda di piazza cavallotti entro le ore 18:00 di sabato 14 Nov 2009 e fornire il proprio nominativo ed una quota di 18€ per l’autobus.
Piena solidarietà agli agricoltori.. i sussidi europei hanno distrutto l’agricoltura
Salve a tutti ragazzi. Sono Sanzeverese D.O.C. anghe se da qualke anno non risiedo più nella nostra ridende cittadina.
Ho letto della protesta degli agricoltori su questo sito ed ho visto con i miei occhi quello che fanno in giro. Non ce lh’ con questa povera gente, ma vorrei spezzare le lance a loro favore.
1° hanno assoldato frotte di extra comunitari pagandoli pochi spiccioli e facendoli lavorare peggio degli schiavi tutto il giorno in condizioni pietose. In media guadagnano € 20 al giorno e di quintali a testa ne raccolgono, facendo guadagnare ampiamente i loro datori di lavoro.
2° perchè la protesta comincia solo ora dopo grano, pomodori ed uva? Non bastano i soldi per i regali di Natale? E’ inutile fare la protesta adesso, bisognava farla a monte. Non ditemi che non si sapevano questi prezzi prima di cominciare le raccolte! E l’integrazione che viene da loro percepita mandata dall’Unione europea?
3° di questa protesta se ne parla solo a San Severo, se non si sa nemmeno a Torremaggiore come volete che chi ha parola in campo possa saperne e prendervi sul serio?
Piuttosto che piangervi addosso, reagite!
In alcune zone d’Italia gli agricoltori si sono uniti creando aziende, cooperative e creando sbocchi di vendita dei loro prodotti alternative.
Hanno mai pensato di vendere i loro prodotti direttamente a grandi aziende come Bertolli o cose simili? Se devono guadagnare €20 a quintale non conviene venderli a €40 a queste aziende? E fanculo al mercato locale! Abbiamo pomodori cinesi, grano indiano e vino pakistano ed ora vogliamo i nostri prodotti?
Ragazzi smettiamola di raccontarci palle. Il fatto è che vogliamo poco sbattimento e tanto guadagno, ma certe cose bisogna conquistarsele.
Ho vissuto a San Severo fino a 21 anni, dei miei amici non è rimasto nessuno. Qualcuno è andato in Irlanda, qualcun’altro in Mozambico a chi è andata bene in Australia … non rompetemi le palle e muovete il culo se volete ottenere qualcosa. Io vivo a Bologna da orma 13 anni …
Caro Wiky_1, permettimi una veloce replica. Il prezzo del vino e del pomodoro (ma anche degli altri prodotti) è un prezzo di mercato ma questo non significa che sia giusto.
Quante volte hai sentito i politici, politicanti e gente comune vantarsi del DOC, del DOP e dei sapori?
Accettando la logica del mercato selvaggio sparirebbero molti dei vini DOC meridionali, gli ulivi millenari salentini e altra ricchezza del nostro territorio.
Al mondo non esiste solo il barbaro mercato dei prezzi, c’è anche un aspetto culturale e altri valori che spesso non contribuiscono alla determinazione del prezzo.
Rispondo alle tue domande
1. il prezzo della manodopera è anche quella una legge di un mercato selvaggio, spesso poi ci mettono imprenditori senza scrupoli
2. la crisi agricola è una crisi strutturale e deriva da 50anni di cattiva gestione politica ed economica del nostro territorio. Scoppia ora perchè i costi sono incrementati del 100%!!
3. la protesta in atto abbraccia tutta la capitanata. A breve pubblicheremo i video della marcia dei trattori su San Severo dove hanno partecipato anche i mezzi degli agricoltori di Torremaggiore e del circondato.
Sono partiti i trattori dalla Sicilia e attraversando il Mezzoggiorno arriveranno Lunedi a Roma!!
Non si chiede il solito assistenzialismo ma una soluzione strutturale alla crisi che ha colpito il comparto agricolo.
ti rimando a questo link
http://pdcimilena.wordpress.com/2009/11/13/agricoltori-in-marcia-verso-roma-trattori-di-tutta-italia-andate-a-roma-e-lora-della-protesta/
Caro Wiky condivido su alcune delle tue precisazioni, ma non condivido assolutamente la tua idea rispetto a questa protesta.
Sono le grandi aziende che fanno il prezzo di mercato, quindi vendere a loro non è la soluzione. La soluzione sono le cooperative e la vendita diretta sul mercato locale, che permette di guadagnare di più. Però quando arriva una grande azienda dal singolo agricoltore si capisce chi fa il prezzo, mentre le cooperative hanno una maggiore forza contrattuale.
Condivido il problema degli “schiavi” anche se questo può essere una conseguenza dei bassi prezzi.
La protesta non è soltanto sanseverese come avrai visto nei commenti.
L’ultimo paragrafo del tuo commento dovresti spiegarcelo.. stai dicendo agli agricoltori di abbandonare la terra?
Cari ragazzi, mi fa piacere che ci sia gente che pensa … Vorrei rispondere alle vostre risposte.
Innanzitutto no sto dicendo agli agricoltori di abbandonare la terra, anzi, se non ci fossero loro tanti dei nostri amati prodotti non esisterebbero più.
La mano d’opera a basso prezzo spinge i prezzi al ribasso ed a lungo andare diventa un cane che si morde la coda.
La soluzione è nella cooperazione (secondo me), perchè se il prezzo lo fa il singolo, sappiamo chi fa la parte del leone, se il prezzo oggi lo fanno 100 agricoltori e domani 200 e via dicendo, vediamo chi fa il prezzo. E’ la legge dei grandi numeri. Quello che voglio è scuotere le coscienze della gente, ci vuole qualcuno che abbia delle idee e che possano mettersi in pratica. Non è il prezzo solidale delle G.A.S. che cambierà le cose. Se qualcuno di voi ha sentito parlare delle proteste dei produttori del latte vorrei far notare che è dalla fine degli anni 70 che protestano … i prodotti a marchio DOP e DOC sono quelli che fanno la differenza dell’Italia nel mondo e che ci sono posti (Brasile, Guatemala, Uruguay) che hanno fatto dei loro prodotti marchi in tutto il mondo anche di nuovi mercati come equi e solidali.
Ci vuole una svolta, non una soluzione tampone. Se le cose vanno così è perchè troppi tamponi ora non funzionano più.
Se riuscissimo a costruire una situazione ottimale per tutti forse a San Severo non mancherebbe quella fascia d’età che va dai 20 ai 45 circa e che è dovuta migrare in cerca di un futuro migliore, come i nostri nonni dopo la guerra …
ripeto… è possibile spere qualcosa in più sui g.a.s. ?
I GAS, Gruppi di Acquisto Solidale, sono un modello socio-economico di distribuzione dei prodotti agricoli su base locale. Ci sono molte associazioni, soprattutto nel nord italia, ma anche gruppi informali di persone che:
- contattano direttamente i produttori locali
- acquistano periodicamente (settimanalmente/mensilmente) i prodotti agricoli (ma non solo) di alta qualità (garantita dalla freschezza del prodotto).
In questo modo si evitano almeno due intermediari: il grossista e il commerciante. Il prodotto è più fresco perchè viene raccolto e portato nelle case. Il prezzo conviene a entrambi: il produttore agricolo vende il prodotto a più di quanto lo venderebbe al grossista, il consumatore lo compra a un prezzo inferiore.
I GAS sono un’ottimo sistema di risparmio e di controllo qualitativo del cibo. Se qualcosa non va si contatta direttamente colui/colei che ha prodotto quel cibo.
Purtroppo il sud italia, che produce molto dal punto di vista agricolo, non è così organizzato. Ma se ci pensate, non ci vuole molto: basta riunire produttori e famiglie una prima volta e decidere cosa comprare/vendere e ogni quanto tempo.
a proposito di GAS:
-l’idea è quella dei prodotti a km zero. conviene a tutti!
-a San Severo è nato un GAS da circa un mesetto. ancora non prende piede ma come soluzione a breve termine puo’ funzionare.
Condivido con Wiki l’idea di accantonare le soluzioni tampone e concentrarsi su soluzioni di medio e lungo periodo, soluzioni strutturali per la crisi agricola.
Ad eccezione di anziani (x cultura) e i giovani (x interesse), non so quanti sono disposti ad accettare di stringere la cinghia per diversi anni.
Certo che spremi oggi e spremi domani e il limone finisce..
Ragazzi, la soluzione dei G.A.S. è buona, ma non la vedo bene x la realtà sanseverese. Decidere quando e quanto produrre/vendere non lo puoi fare ad Agosto che il tuo campo è stracolmo di pomodori o ad Ottobre che l’uva pende dai tralicci(si dice così?)! Da ciò che ricordo io i pomodori costavano al mercato (sop sangiuvann) 500 lire al chilo, quanti kg pensate che ne consumi una famiglia media sanseverese a settimana? A Bologna costano dai 2/3,5 € al chilo, vengono dalla Cina e non hanno sapore. Domanda: perchè non li comprano dai sanseveresi? I sanseveresi farebbero affari e chi vive a Bologna mangerebbe un prodotto migliore e che magari ha il sapore di pomodoro, non di riso alla cantonese … Cmq, A San Severo non lo vedo il passaggio produttore/grossista/commerciante/consumatore. A San Severo il tipo che vende la frutta al mercato è il contadino che li produce!!! Nel 90% delle volte è così. Ed è la stessa cosa per la frutta e verdura che viene venduta nei mercati o agli angoli delle strade.
Io penso che una strada che possa, nel medio/lungo termine, poter aiutare questa gente è stringere accordi con aziende locali per poter portare i prodotti in un’altro mercato dove vengano pagati per il loro valore. Creare aziende in loco (a San Severo) per trasformarli, e penso a conservifici, aziende vinicole, imbottigliamento di oli, prodotti locali che fanno gola a chiunque, non solo alla popolazione autoctona.
Bisogna che qualcuno prenda un 24 ore con i prodotti, cominci a contattare aziende e poi vada a far loro visita facendo conoscere i prodotti.
Se da Google cercate”ristoranti pugliesi in Italia” vi dà un elenco di circa 7500 siti e molti di questi ristoranti di pugliese hanno, forse, il cognome del titolare.
Business, questa è la chiave di svolta. Nell’interesse dei contadini, delle loro famiglie e (sxo) per il rilancio del tessuto locale.
Ma per farlo bisogna che qualcuno si alzi le maniche e cominci, il limone, caro Keito, non si può spremere a lungo ed hai ragione, ma quanti hanno voglia di spremerlo piuttosto che succhiare l’integrazione della CEE? Io ho visto un sacco di gente che si lamenta e nessuno che prova a far qualcosa.
mi dispiace smontare la tua tesi ma l’ambulante compra la frutta dal grossista: è una realtà mercantile ben strutturata. non posso farti i nomi delle ditte tale mercato è ben noto. c’è qualche ortolano che vende anche prodotti propri, ma anche lui si fornisce dal grossista. non so chi ti abbia detto che il contadino vende i pomodori al mercato.
quelli che vedi sulle strade in genere sono terrazani, ovvero quelli che rastrellano le campagne per spigolare i resti del raccolto (in estate i pomodori verdi che il salsificio “taglia” brutalmente)
la realtà è più complessa di quello che pensi. non c’è solo il problema dei prezzi di vendita ma anche dei costi che sono incrementati del 100% nell’ultimo anno, dei contratti di produzione non rispettati (da ambo le parti), di un territorio maltrattato culturalmente e Politicamente (mancanza di associazionismo, formazione, infrastrutture etc).
A parte i grandi sistemi economici che regolano il mercato, sistemi di cui non sono in grado di parlare per mancanza di studi e di approfondimenti, le uniche considerazioni che mi vengono da fare sono quelle dettate dallo sdegno.
La cosa che mi fa incazzare di più e quella di non capire che con questo gioco al massacro non si fanno altro che gli interessi dei grossi gruppi.
Non se ne esce, servi dei servi dei servi.
Massima solidarietà a chi lotta davvero per i propri diritti.
conermo quanto detto da keito sui grossisti.. ma scusate un’altra cosa.. siccome molte volte la voce del piccolo agricoltore è troppo bassa, e siccome a san severo la realtà delle coperative (almeno per quanto so io e almeno una volta).. era una realtà abbastanza estesa.. come si collocano in questo contesto? non dovrebbero essere loro ad alzare la voce più di tutti? a cambiare una politica che per anni si è dimostrata fallimentare (in particolare sull’uva, da cui sto traendo spunto per questa riflessione)?
su richiesta degli agricoltori della capitanata è nato un nuovo blog dedicato alla crisi del comparto agricolo:
http://crisiagricolacapitanata.blogspot.com/
che queste discussioni non cadano nel dimenticatoio
Salve a tutti ragazzi. Ho letto ciò che è scritto nel Blog e sono d’accordo con Vignarulo. C’è povertà d’informazione, di formazione e di infrastrutture atte ai nostri contadini ad uscire da questa situazione.
Bisognerebbe scavare a fondo, andare alle radici del problema e lì cominciare a cambiare le cose, ma la storia non ci permette di farlo. Il fatto che il sindaco si adopri per aiutarli o che i debiti INPS possano essere congelati e via dicendo non risolvono la situazione, serve a romandare il problema al prossimo prodotto che verrà raccolto.
Serve una soluzione che aiuti loro a vendere i prodotti ad un prezzo onesto e che man mano dia loro la possibilità di tornare in carreggiata e poter proseguire con le loro gambe.
mi fa piacere che sei della mia stesso parere
alla situazione critica, si aggiungono anche gli stronzi a scapito di chi REALMENTE SI FA IL CULO “A TARALL”…
Corriere della Sera “Foggia: truffa all’Inps, 137 denunce” http://tinyurl.com/yk79t9y
Solidarietà piena agli agricoltori ma vorrei anche fare alcune domande:
-Chi è che percepisce tutte quelle forme di contributi e aiuti economici vari che altre categorie di lavoratori non hanno?
-chi mette la benzina/diesel agricola nelle proprie auto?
-chi guadagna vergognosamente sulla pelle di esseri umani migranti?
-chi è che usa i propri ricavi reinvestendoli nel miglioramento qualitativo del prodotto?
-chi è che spessissimo truffa l’INPS col metodo dei falsi braccianti?
-chi, dopo aver studiato, torna qui per battersi per la promozione/sviluppo dei nostri prodotti/territorio?
Inoltre dei miei amici e conoscenti agricoltori (tantissimi) da quando mi ricordo non ne ho visto mai uno impoverirsi….anzi….contento per loro!
E’ anche vero che il vino doc va promosso insieme al territorio e alla cultura(antropologica) che lo produce, e qui di antropologico è rimasto solo il fenomeno “criminalità organizzata”.
Giustissimo criticare il sistema del mercato globalizzato e feroce ma i nostri agricoltori dovrebbero fare anche molta moltissima autocritica.
Esistono delle cose che si chiamano “cooperative” che qui non funzionano mai semplicemente perche basate sul principio della “cooperazione” e della “solidarietà reciproca” ma si sà, noi siamo un popolo diffidente e egoista per natura….
sono critiche giuste quelle di Pippo.. l’ho detto nel primo mio commento: il problema dell’agricoltura europea sono i sussidi.. In ogni caso non si devono criminalizzare tutti perchè per molti (soprattutto quelli onesti) la situazione è critica.
La quantità di stupidaggini che trapela dalla lettura di questi commenti non mi lascia sgomento, dal momento che oramai il parlare a vanvera è divenuto il vero sport nazionale. Esiste, credetemi, una relazione diretta tra il rimbecillimento generale della gente e la crisi dei nostri agricoltori. Entrambe le cose sono il frutto di un preciso progetto che tende a far si che pochi gruppi domineranno il mondo.
I problemi dei nostri agricoltori sono gli stessi di tutti coloro che lavorano e producono ricchezza reale, in Capitanata, in Italia, in Europa, in tutto il mondo. Qualche migliaio di parassiti, tra loro solidali, utilizzando una serie di strumenti dei quali detengono l’esclusiva stanno succhiando ricchezza all’intera umanità. Possono farlo perchè in questi ultimii venti anni, attraverso la scuola, ma ancor più attraverso un uso oculato dei media, hanno provveduto a rimbecillire gli individui, tanto da fargli credere le più grosse fregnacce. Tutti credono di sapere tutto, convinti che la televisione sia il “verbo”. Se taluno fa notare che le cose stanno in modo diverso da come la tv fa credere viene tacciato per presuntuoso e rompicoglioni. Panem et circenses, e tutti contenti. Il popolo, in fondo, non ha mai contato un cazzo. Chi afferma il contrario evidentemente non conosce la storia. Tutto quanto è avvenuto nei millenni passati, guerre, rivoluzioni, invenzioni, cultura, arte, è stato il frutto di idee e scontri che hanno riguardato le elitè. Oggi avviene la stessa cosa. Mentre la gente guarda il grande fratello, c’è posta per te,o si scanna per difendere un calciatore che guadagna milioni di euro l’anno, i soliti furbacchioni decidono per tutti, e lo fanno, naturalmente, per il loro interesse. La globalizzazione, la grande finanza, il capitalismo sfrenato, queste sono le cause dei problemi dei nostri agricoltori. Andare a Roma a protestare servirà al massimo a ricevere qualche contentino mentre la macchina del Nuovo Ordine Mondiale continuerà il proprio lavoro.
caro Giorgio Fracchiolla, premesso che tutti, te compreso, hanno il diritto commentare esprimendo il proprio punto di vista (non solo, noi auspichiamo che ciò avvenga), ti preghiamo di essere più "velato" nella maniera di esprimere le tue tesi, condivisibili o meno, mantenendo il rispetto di chi la pensa diversamente, ed evitando quindi di offendere con parole poco cortesi chi ha commentato in questa sede ed in tutte le altre.
cogliamo pertanto l’occasione di invitare (ancora una volta) chiunque voglia lasciare un commento, a dare di tanto in tanto una sbirciatina alla scendikette.
a me m piec giorgio falett…
Non sono d’accordo con Giorgio, sembra che un invisibile Fantomas mondiale debba conquistare il mondo. Esci dal selciato dell’idolatria del partito e sii più reale.
I contadini capiscono solo la regola del denaro, ne vogliono tanto e non vogliono pagare, a cominciare dai braccianti fino all’INPS. Adesso il limone è stato spremuto fino alla fine e vanno a piangere dal Governo …
Sapete quanti contadini di Sans sono andati alla manifestazione? Leggevo qui che ci sarebbero andati domenica, ma sentivo in tv che la manifestazione è stata lunedì … si sono portati avanti il lavoro?
Se qualcuno sa, per favore, mi dia delle risposte.
In qualità di moderatore pregherei Wiki_1 di usare toni un po’ più diplomantici.
*********A quanto pare stai parlando di pareri del tutto personali, e che a quanto mi risulta hanno poco a che fare con la realtà********
Se hai bisogno di informazioni riguardo la manifestazione o altro puoi consultare il blog indicato nel post e al commento 18. c’è anche un indirizzo di posta elettronica a cui puoi chiedere maggiori informazioni.
Eccoti alcune informazioni:
a) numero di partecipanti da san severo e torremaggiore 110
b) numero di manifestanti davanti palazzo chigi: più di un migliaio
c) numero di trattori partiti dalla sicilia 400 circa
d) molti agricoltori sono partiti il giorno prima (o diversi giorni prima) perchè ci sono andati con i mezzi agricoli (quindi a 30km/h)
Ciao ragazzi, credo che 110 agricoltori su una popolazione di oltre 5000 unità tra San Severo e Torremaggiore sia un pò poco. 400 trattori partiti dalla Sicilia mi da più l’impressione di impegno o reale bisogno di cambio della realtà locale.
Mi spiace solo per chi, purtroppo, ha reale bisogno e viene confuso con chi cerca di ottenere un pò di più.
Spero si trovi una giusta soluzione.
In bocca al lupo a tutti.
Wiki_1, sembra proprio che ti diverta a parlare di cose che non hanno senso.
Hai mai sentito parlare di rappresentanza???? 110 agricoltori sono una R A P P R E S E N T A N Z A delle migliaia della capitanata.
Visto che sei aggrappata alla tua posizione (a mio pare in maniera troppo chiusa), ti prego di non continuare a mandare frecciate o vomitare tutto quello che ti passa per la testa, ma a provare ad avere un approccio più costruttivo.
Come dicevano gli antichi: la parola è argento, il silenzio è oro!!
e a me m piec d chiu giorgio falett…
Caro Keito, esprimo solo solo ciò che penso, che può o meno piacerti. Le mie idee sono chiuse (forse) non diversamente da altri.
In quanto tu moderatore, dovresti dare un buon esempio …
Questa cosa è molto triste, non cambia nulla i nostri poveri “cafoni” devono sempre lavorare per raccogliere niente, Gli specuklatori sono sempre in agguato. Ricordo il “mercato del contadino” alla mattina alle quattro in Piazza Castello vicino al Palazzo Recca, si sceglieva l’operaio che aveva più muscoli.