è il momento più odiato dai bambini (che devono sp’ducinare), il più amato dalle nonne.. di sicuro quando il quantitativo di pomodori (come nel mio caso) supera i due quintali e mezzo, non è certo materia per gente sfatiata come u lurd. Fare la salsa tra le nostre genti è un po’ come la festa del soccorso di fine estate, un concentrato di lavoro che puo’ durare da uno a tre giorni e che segna la fine della stagione torrida e l’inizio dell’autunno: eppure, nonostante la grande fatica che comporta questa usanza, in alcune famiglie resiste ancora come un immancabile tradizione da rispettare, perchè in fondo, come diceva mia nonna, come dice mia madre, come dico io e come diranno i miei figli:
a salsa kattet fa l’ac’d ngorp :-D
di seguito i passaggi fondamentali della catena di montaggio:
1) sp’ducinare i pummador (trad: togliere il peduncolo da ciascun pomodoro)
2) lavare i pomodori in apposite bacinelle
3) cuocere i pomodori in appositi pentoloni (i cavder)
(nelle foto è visibile Giulien dedito a questo preciso passaggio)
4) fare la salsa, riempire le bottiglie e tapparle con gli appositi stagnarilli
5) procedere alla bollitura sempre nelle apposite cavidare (passaggio essenziale per la conservazione)
non mi resta che dire: SANT MARTIN A S’GNRIJ!!!!
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