Ieri,15 30 del pomeriggio, mi reco alle Poste centrali per attivare la Postepay.
Naturalmente trovo una fila inspiegabile, siamo in vacanze natalizie, tutti ora devono pagare le bollette? E poi è il 28, non si riscuotono l’ 1 le pensioni?
Okay, fa nulla, entro, mi faccio il segno della croce e mi rassegno. Aspetto le 35 persone davanti a me in fila (fate due conti di quanti minuti/ore siano passate) e vittoriosa mi precipito quando è il mio turno.
Salve, voglio attivare la postepay.
Ok, servono carta d’identità e codice fiscale.
Carta d’identità eccola, codice fiscale posso dettarlo?
No, mi serve l’originale.
Posso darle la fotocopia?
No, mi serve l’originale.
Scusi sono anni che io vado in banca, apro conti correnti, faccio azioni con la fotocopia del mio codice fiscale e ora per una poste pay che è una carta ricaricabile non le va bene la fotocopia?
No, vada a casa, cerchi l’originale, rifaccia la coda entro le 18: 30 e le faccio la postepay.
Okkay, mi girano vorticosamente però s’ha da fare, quindi vado a casa, recupero il codice fiscale, rivado in posta, riaspetto quelle 20 persone davanti a me e arrivo un’altra volta, vittoriosissima con il mio codice fiscale originale. Naturalmente a questo giro di fila mi ritrovo in un altro sportello con un’altra impiegata.
Salve devo attivare la Postepay, ho preso a casa il codice fiscale. Sorrido.
Eh signorina, ora la sala consulenza è chiusa.
Scusi ma la sua collega un paio di ore fa mi ha detto che avrei avuto tempo fino alle 18 30 e che avrei dovuto rifare la fila e attivarla allo sportello.
No signorina per la carta Postepay non c’è bisogno che lei fa la fila, entra e va in sala consulenza. Guardi che va bene anche la fotocopia del suo codice fiscale, torni domani pomeriggio sul presto. Arrivederci.
Non ho parole, voglio urlare a squarciagola che sono una massa di incompetenti, non è possibile che in ufficio pubblico un impiegato dica una cosa, uno un’altra e così via. Sto zitta, mi rassegno, ora sto tornando per la terza volta, sperando sia la volta buona. Ma intanto sono già sul piede di guerra, se oggi va storto qualcosa, io mi metto a ululare come una pazza. E basta oh. Invece di accettare tutti i disservizi come se fossero inevitabili, forse sarebbe il caso di iniziare ad alzare la voce.











