Che l’inciviltà abbia raggiunto livelli elevati questo ormai si sa da tempo. Ma quando il fenomeno dei furti diventa tale da proibire alle nostre poche aziende di poter guadagnare, allora bisogna reagire.
Sembra che ormai i cavi del telefono siano il nuovo business della Capitanata. Guardate questo video.
Domanda: istallare una linea senza fili senza costi aggiuntivi per queste aziende costa più o meno che pagare la vigilanza per evitare che i cavi scappino?
Fette di pane casereccio, con mollica, del giorno prima. Pomodori maturi tagliati a meta e sfregati sul pane dove lasciano i semi, l’acquetta e la polpa strappata alla pelle dalla ruvidita del pane. Sale ben distribuito: deve essere umido. Un filo d’olio. Prendere ogni fetta di pane con le dita dalla parte della crosta, stringerla e lasciarla poi andare in modo che l’olio si sparga liberamente.
" E’ indispensabile che tutti gli esseri e tutti i popoli saggi della terra capiscano che pane e pomodoro è un passaggio fondamentale dell’alimentazione umana. Piatto peccaminoso per eccellenza perchè comprende e semplifica il peccato rendendolo accessibile a chiunque. Piatto peccaminoso in quanto può significare un’alternativa a tutto ciò che è trascendente, a tutto ciò che è pericolosamente trascendente, se diventa cultura della negazione. Non fate la guerra ma pane e pomodoro. Non votate per la destra ma mangiate pane e pomodoro. No alla Nato e si al pane e pomodoro. Ovunque e sempre. Pane. Pomodoro. Olio.Sale. E dopo l’amore, pane e pomodoro e un po di salame. "
Cosa può aver ispirato la nostra terra ai grandi cantautori della musica italiana?
Beh, nel 1974 Rino Gaetano scrisse una canzone tanto bella quanto sconosciuta intitolata "Agapito Malteni il ferroviere"
Agapito Malteni era un ferroviere viveva a Manfredonia giù nel Tavoliere buona educazione di spirito cristiano ed un locomotore sotto mano ….
che (probabilmente) a sua volta ispirò uno dei numerosi capolavori dell’immortale Fabrizio De Andrè
Ricordiamo anche Notte a San Severo dei Casa del Vento, cantata da Cisco dei Modena City Remblers, oltre che a numerosi pezzi di Eugenio Bennato ed altri artisti che hanno bazzicato la Capitanata
E’ giunto il momento di conoscere un po’ meglio i personaggi che bazzicano Scendi. Beh, visto che nessuno è interessato alla vita segreta di Mufulone e FlyFra ecco un po’ di storia segrata di una delle colonne portanti di Scendi: U’Lurd!!
da chat di una notte di novembre:
giulièn: chi e sta regola degli stagnarilli schiacciati? keito: gli stagnarilli non vanno come il Sig peroni li crea: vanno appiattiti! keito: u sapiv tu? (trad. Eri a conoscenza di questa tecnica?) giulièn: no i jukev normel (trad. No giocavo senza appiattirli) giulièn: pur ulurd (trad. Anche U’Lurd) keito: allor i facim jucà normel pur ai criatur (trad. Allora lasciamo che i fanciulli giochino senza appiattire i tappi di stagno) keito: tu jucavi con u lurd da piccininn? (trad. Conosci U’Lurd fin dall’infanzia?) giulièn: no davanti al quartiere no keito: effregn e com si sopravvissut ai mazzet d du ciaciutt? (trad. Non avete mai bisticciato?) giulièn: la’micizia con u lurd ha solo 13 anni keito: ecco perchè sei anGora vivo giulièn: c sim cansciut facenn ammazzet (trad. Ci siamo conosciuti dopo un diverbio) giulièn: : keito: keito: ahahhahahah giulièn: eh si! keito: addaver?? (trad. Davvero? Wow!) giulièn: eh si giulièn: ma è nato l’amore keito: hahahahahhahahaahhaha giulièn: siamo stati anche compagni di banco giulièn: ovviamente lui fu bocciato quell’anno keito: huhauhauhauhuahu keito: giulièn: giustificandosi che io non lo facevo copiare keito: ahahahha giulièn: da quel momento mi chiama sempre nzvus (trad. infame) giulièn: keito: poverino! e tu davvero non lo facevi copiare? giulièn: no è che una volta voleva sapere una cosa ad un compito di matematica (ogni minuti lui mi diceva "famm cupià famm cupià" (trad. Mi puoi dare un suggerimento) e ji dcev "eooo statt zitt ka steng indammerd steng inda mmerd" ) (trad. Un attimo che ho bisogno di concentrarmi) negli ultimi minuti trovai la strada giusta giulièn: io presi 8 e mezzo e lui 2 keito: che infame che sei! keito: t’ha mmnèt? (trad. Se l’è presa n con te?) giulièn: quello era anche il periodo di ulurd istintivo e manesco, a stento lo frenai giulièn: gli promisi il successivo compito di italiano giulièn: e cosi’ fu giulièn: prese 7 keito: e tu? giulièn: ma non mi diede mai merito giulièn: la delusione per matematica era troppo forte keito: ahhaahhahaah giulièn: giulièn: NO IO NIENTE giulièn: era un compito di recupero pkke ev fatt ndacc (trad. Perché si era assentato in precedenza) giulièn: keito: jiev propr ciucc u’lurd.. (trad. U’lurd non era uno studente modello) keito: hann fatt bòn a bocciarl (trad. Allora è stato bocciato per demerito) giulièn: no ni jev ciucc (trad. No, era un ottimo studente) giulièn: jev kepa kavd (trad. Ma si sa, l’adolescenza è un periodo delicato..) giulièn: quei classici intelligenti che non si applicano e fanno solo casino giulièn: io ero fisicamente piccolo e studioso giulièn: allora giulièn: giulièn: ulurd jev proprij nu merd (trad. Eh si, U’Lurd era una testa calda) giulièn: ma ci completavamo giulièn: keito: tnev u poc (trad. Era svogliato) keito: he capit bon (trad. Ho ben inteso il suo passato) keito: però u babbj c’è fatt buccià (trad. Però ha pagato perdendo un anno) giulièn: eh si…